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April 21 frammenti di passato IImi raccomando, leggete prima il post precedente!!!!!!!!!
questo è il secondo che ho trovato... personalmente lo trovo meno bello del primo, ma ero anche più piccola...
UNA MATTINA DI FINE INVERNO. Era una mattina di fine inverno. Era buio, gli alberi erano ancora spogli e la temperatura bassa, ma si sentiva nell’aria il profumo della primavera. Miriam era uscita come tutte le mattine, per andare al lavoro. Non sapeva perché si ostinasse a chiamare “lavoro” quella topaia: era sporca e piccola in più la paga era pressoché nulla. “Devo decidermi a dare le dimissioni…” pensava “non avrò mai la possibilità di fare carriera in quel buco, io sono un’artista” pronunciò le ultime quattro parole ad alta voce, quasi urlando, e tutti i presenti si girarono a guardarla. Imbarazzata, la ragazza arrossì subito. Miriam era una ragazza di 21 anni, capelli rosso fuoco dritti come spaghetti e gli occhi azzurri erano l’unica macchia di colore nel grigiore della città. Aveva lasciato gli studi per “motivi di scontro ideologico con i professori” almeno così lo definiva lei, la realtà era che ai professori non andava giù il suo modo di vedere l’arte, e a lei non andavano giù i professori. Da un anno, ormai, lavorava come apprendista pittrice presso un cugino dell’amico del fratello del padre del suo vicino di casa. Erano trascorsi ormai più di quaranta minuti da quando era arrivata alla fermata, e del pullman neanche l’ombra. Stava quasi per avere una crisi di nervi, quando qualcuno attirò la sua attenzione. Era un uomo sui 25 anni (almeno così le sembrava), di lui non si vedeva molto, poiché era avvolto in un cappotto nero, il bavero del quale, essendo alzato, gli copriva metà della faccia, e l’altra metà era coperta da un cappello, anch’esso nero. Risaltavano solo i suoi occhi blu. Ma più che dal colore di essi, o il mistero che trapelava da quel tipo, Miriam fu colpita dalla profonda tristezza che egli emanava . Le rughe che gli circondavano gli occhi, sembravano il risultato di un pianto durato giorni. Arrivò il pullman. Miriam e l’uomo vi salirono. Nonostante fosse molto in ritardo, era insolitamente vuoto. La metà dei posti a sedere era vuota, tuttavia l’uomo non si sedette. Alla fioca luce delle lampade dell’autobus, Miriam notò che aveva i capelli neri. “Neri come la morte” pensò. L’uomo sembrò sentire il suo pensiero, e si voltò a guardarla. Il pullman si fermò e lui scese. Lei, come ipnotizzata, lo seguì. Era un quartiere che a Miriam era quasi sconosciuto. Si trovava alla periferia della città, dove c’era l’antico cimitero probabilmente celtico e le rovine di un antico tempio, probabilmente destinato al culto dei morti, e alle cerimonie legate alla venerazione della terra. L’uomo percorreva un immaginario sentiero tra le rovine, procedendo a passi lenti e stanchi. Miriam gli andava dietro. Ormai camminavano da parecchio tempo, e la nebbia li avvolse. Ciononostante, il profilo del ragazzo col cappotto era perfettamente distinguibile, come se la nebbia si tenesse a distanza da lui, in una strana forma di rispetto. Ad un certo punto, lui si fermò davanti ad una piccola costruzione, ma la ragazza non riusciva a vedere chiaramente che cosa fosse. Ad un tratto, comprese:era una tomba. Solo allora, lei si accorse che lui aveva qualcosa in mano. Era una ghirlanda di primule. L’uomo la appoggiò sulla piccola tomba ai suoi piedi e cominciò a piangere. Miriam si rese conto che anche dai suoi occhi sgorgavano fiumi di lacrime, senza che lei potesse fare nulla per fermarle. Dopo un po’ la ragazza si accorse che la visione dell’uomo era sempre più offuscata, ma non riusciva a capire se era a causa delle lacrime o della nebbia… in pochi attimi, una nebbia molto più fitta innalzò un muro impenetrabile tra lei e lo strano individuo col cappotto, avvolgendolo come una madre fa col figlioletto che piange, come per cercare di consolare tanto dolore. Miriam continuò a piangere nella sua solitudine, ma senza sapere il perché, finché esaurì le lacrime. Quando finalmente riaprì gli occhi, la nebbia era sparita, e con lei l’uomo. Miriam tornò a casa. Dal giorno dopo, riprese il lavoro, con una strana malinconia negli occhi. Provò più volte a cercare la tomba misteriosa, ma non la trovò mai. Come non capì mai il perché del suo gesto quella fredda mattina di fine inverno. Perché l’aveva seguito? Miriam non lo sapeva. Intanto era arrivata la primavera… frammenti di passato...ciao!!! stavo tranquillamente girovagando per l'hard disk facendo un poco di pulizia, quando sono bellamente incappata in un paio di raccontini che ho scritto un po di tempo fa... così ho deciso di postarli... il primo, l'ho scritto quando è morto il mio gatto... Ricordo ancora il primo giorno che ti vidi. Eri così piccolo e tenero in quella scatola da scarpe… sembravi proprio una palletta di pelo nero… Quel mercoledì non era molto allegro, ma dopo la fine di una vita, ne nasce sempre un'altra e tu eri quest’altra. L’unico sopravvissuto di una cucciolata di gattini randagi, avevi perso anche la mamma, investita da un pirata della strada. Accettai di portarti a casa, poiché non volevo che mia figlia, ancora così piccola soffrisse troppo per la scomparsa del suo fedele compagno di giochi. Che scena, quando ti portammo in macchina!!! Sembravi tanto tranquillo, in realtà era tutta una copertura…cominciasti a saltare da una parte all’altra dell’auto, sembravi un indemoniato… e mia figlia rideva… Lo studio veterinario non era molto distante da casa mia, ma nessun viaggio mi è mai sembrato più lungo. Quanti dubbi in quei cinque minuti di strada mi attanagliarono la mente, ma ormai eri entrato a far parte della famiglia… Arrivati a casa si presentò un altro problema: cosa potevamo darti da mangiare? Di sicuro non la zuppa del cane… non avevi neanche i denti… una cosa attiro la mia attenzione: un omogeneizzato di carne per bambini. “Beh”, pensai, “tentar non nuoce…” e lo versai in un piattino. Non so se per la fame o se perchè ti piacesse veramente, ma affondasti il tuo musino nero nel cibo e lo risollevasti solo una volta finito. Il tempo cominciò a passare, e col tempo arrivarono altri ospiti. Alla fine vi ritrovaste in quattro, tutti simili eppure così diversi… Il tuo ruolo era ovviamente quello di signore e padrone della casa: tu avevi insegnato tutto ai tuoi sudditi e tuo era il diritto di scegliere la poltrona migliore per dormire, la ciotola più piena, il posto più caldo d’inverno e quello più fresco d’estate. Assistesti a tanti eventi belli e non, finchè ti diagnosticarono quel cancro. Furono mesi di preoccupazione e di angoscia, ma poi la vita ebbe il sopravvento, e ritornasti quello di sempre. Passarono altri sei anni, poi una nuova sfida si ripresentò davanti a te, ma questa volta non saresti riuscito a spuntarla. Se il cancro viene chiamato il male nero, questo può essere tranquillamente definito il male bianco, poiché è una malattia legata ai globuli bianchi. Smettesti di mangiare, a stento stavi in piedi e quei bei salti, non ti riuscivano più. Il tempo passa e trascina tutto con sé… quando uscii dallo studio veterinario, lunedì, ero da sola. Non c’era più il tuo musino nero a tenermi compagnia e non ci sarebbe più stato a rallegrare le nostre giornate. Te ne sei andato così all’improvviso, proprio come quando sei arrivato. Ora so che non ti rivedrò mai più… Addio, amico mio… ci mancherai… April 16 E fu così che nacque il soffittismo...Ciao a tutti!!! So che vi ho tradito nelle ultime 2 settimane ma ho avuto un po da fare... prima a Trieste a conoscere un po di gente... (tra cui i "suoceri" li chiamo così per semplificare!!! Non mi sposo ancora!!!) poi ieri in montagna a festeggiare il compleanno di Mauro... e in settimana, beh non sono quasi mai a casa e quindi... Era una notte buia e tempestosa... no, un cavolo proprio... era una serata stupenda, calda al punto giusto. Stavo tranquillamente seduta in macchina tornando da trieste, quando mi arriva un messaggio... Vitto, che ci invita a casa sua il giorno dopo per una serata tra amici... all'insegna dell'alchool, del cinese take-away e della musica amatoriale... ma sì dai, dico io... una serata diversa!!!! Così il martedì (ovvero il giorno dopo) ci rechiamo, il mio amore ed io, a casa di Vittaz, naturalmente perdendoci nel mentre... perchè per me Torino sud è africa... morale arriviamo alle 9 meno venti... Vitto ci accoglie sulla soglia di casa e ci indica delle scale che portano all'ultimo piano... "andate in soffitta, gli altri sono già lì!!!" così saliamo e arriviamo in una soffitta ristrutturata e arredata, dotata di tutti i comfort... e soprattutto dotata di alcolici... aspettiamo ancora qualche secondo, che arrivino tutti, cioè Sara, Davide, Loris, Vitto, e ovviamente Mauro ed Io... poi ordiniamo al cinese... e la vocina ci dice: "Allivelemo pel le 10..." e così per ingannare l'attesa, cominciamo con un giro di chupito... poi un altro... poi un altro... insomma mezza bottiglia di rum parte... e finalmente arriva la cena... nel frattempo arrivano anche altre persone, ovvero Patrizia e Manuela... con un sacchetto di caramelle gommose a forma di pulcino!!! Che buone!!! Si passa al cibo... poi di nuovo all'alchool... mamma vodka ci aspettava!!! e intanto Vitto e Loris suonavano la chitarra... e noi a cantare... e bere e mangiare patatine e pulcini... e poi... bere bere bere... Fino ad arrivare al clou... i due che suonano cara ti amo, Loris con una parrucca bionda in testa e il reggiseno della sorella di Vitto... con tanto di voci in falsetto... un ridere, ma un ridere... io e Sara eravamo praticamente stese... dal ridere e dalla mamma... e dal papà... e dal fratellino... alla fine verso le 6 ci siamo addormentati tutti quanti sul pavimento... mi sono svegliata alle 7 e sono corsa a casa perchè mia mamma mi aspettava...e non voleva che dormissi fuori... Venerdì, abbiamo ripetuto l'esperimento, e da lì abbiamo deciso che, se il mio vicino di casa con i suoi amici aveva inventato il cantinismo, noi che siamo di rango più elevato e di estrazione bohemien, ( e chi ci crede?????) avremmo dato il via ad un altro movimento... il soffittismo... e se il primo è basato sul fumo... il nostro sarà basato su qualunque cosa sia bevibile... e di gradazione superiore a 4... ora vado, presto seguiranno nuovi post... un bacione a tutti!!! April 01 amoreeeeeee!!!!!ciao a tutti... P.s.II:ho aggiunto una cosa all'elenco di ciò che adoro... |
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